Buoni pasto 2026: la soglia sale a 10 euro e rafforza il wellbeing quotidiano

3 min read
Feb 3, 2026 10:00:00 AM

La Legge di Bilancio 2026 introduce una novità di forte impatto per aziende e lavoratori: la soglia di esenzione fiscale e contributiva dei buoni pasto elettronici aumenta da 8 a 10 euro al giorno. Resta invece invariata a 4 euro la soglia per i buoni pasto cartacei.

Una misura semplice nella forma, ma molto rilevante nella sostanza, che rafforza il ruolo del buono pasto come strumento centrale del welfare quotidiano, capace di incidere concretamente sul potere d’acquisto e sul benessere reale delle persone.

Indice dei contenuti:


Buoni pasto 2026: cosa prevede la nuova normativa

A partire dal 1° gennaio 2026, i buoni pasto elettronici possono essere riconosciuti ai lavoratori fino a 10 euro al giorno in totale esenzione fiscale e contributiva.

In pratica:

  • l’importo non concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente;
  • non è soggetto a contributi previdenziali;
  • resta interamente deducibile per l’azienda;
  • l’IVA è detraibile al 4%, secondo le regole vigenti.

Per i buoni pasto cartacei, la soglia di esenzione rimane invece ferma a 4 euro al giorno, confermando la direzione intrapresa dal legislatore a favore delle soluzioni digitali.

Perché l’aumento da 8 a 10 euro è più di un adeguamento economico

L’incremento della soglia di esenzione non va letto solo come una risposta all’aumento del costo della vita. È un segnale chiaro: il buono pasto viene riconosciuto come uno degli strumenti di welfare più efficaci. I dati lo confermano: oltre il 60% delle aziende che attivano un piano di welfare include stabilmente i buoni pasto, che registrano un tasso di utilizzo superiore all’80% tra i lavoratori che ne dispongono. 

La sua forza sta nella trasversalità: è apprezzato in aziende di ogni dimensione e settore, accompagna la quotidianità lavorativa anche nei modelli ibridi e da remoto e risponde a un bisogno universale e immediato. Nel panorama dei benefit aziendali, pochi strumenti sono in grado di generare un valore percepito così diretto e continuo.

Più valore netto per i lavoratori

Con la nuova soglia a 10 euro, il beneficio per i lavoratori è immediato: più potere d’acquisto netto, senza passaggi in busta paga e senza erosione fiscale. Il buono pasto elettronico consente di preservare il valore del benefit nel tempo, sostenere le spese quotidiane legate all’alimentazione e adattarsi a stili di vita e di lavoro diversi, senza vincoli di luogo. È proprio questa semplicità d’uso che rende il buono pasto uno strumento di welfare percepito come immediatamente utile.

I vantaggi per le aziende: welfare senza impatto sul costo del lavoro

Dal punto di vista delle imprese, l’aumento della soglia rafforza ulteriormente la convenienza del buono pasto come leva di welfare. Consente di incrementare il valore riconosciuto ai lavoratori senza aumentare il costo del lavoro, evitando oneri fiscali e contributivi e garantendo una gestione più semplice rispetto ad altre forme di integrazione del reddito. In un contesto in cui il welfare è sempre più legato alla qualità dell’esperienza quotidiana, il buono pasto si conferma uno strumento ad alto impatto e immediatamente comprensibile.

Buoni pasto digitali e benessere quotidiano

Il differenziale tra buoni cartacei ed elettronici non è casuale. L’aumento della soglia di esenzione per i buoni digitali conferma la volontà del legislatore di favorire soluzioni più tracciabili e trasparenti, più inclusive per lavoratori e aziende, coerenti con i nuovi modelli organizzativi e più sostenibili per l’intera filiera.

Ma la vera differenza, oggi, non è solo normativa. È esperienziale. Il buono pasto digitale diventa davvero centrale quando riesce a inserirsi senza attriti nella quotidianità delle persone, adattandosi alle loro abitudini e ai contesti reali in cui vivono e lavorano. In questa direzione si colloca DoubleMeal, che amplia il concetto stesso di buono pasto digitale permettendo ai lavoratori di utilizzarlo anche nei locali che frequentano abitualmente, con la possibilità di convenzionarli in tempi rapidi, fino a 24 ore. Il buono pasto digitale smette così di essere un benefit “standardizzato” e diventa uno strumento flessibile, personale e utilizzabile, capace di generare valore concreto sia per chi lo riceve sia per l’azienda che lo mette a disposizione.

Dal beneficio fiscale alla vita reale

La novità sui buoni pasto 2026 va oltre l’innalzamento di una soglia economica. Racconta una direzione chiara: il welfare funziona quando è integrato nella vita reale delle persone, quando accompagna il lavoro ogni giorno e risponde a bisogni concreti.

In questo scenario, il buono pasto elettronico si conferma una delle leve di welfare più efficaci, perché unisce semplicità, valore economico e immediata utilità. Ma è la sua evoluzione – digitale, flessibile, territoriale – a fare la differenza. Non più solo un benefit accessorio, ma un elemento strutturale dell’esperienza di lavoro quotidiana, capace di trasformare una misura normativa in benessere reale e percepito.

 

Vuoi saperne di più su DoubleMeal? Contattaci