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Che cosa sono i flexible benefit: esempi e vantaggi

Scritto da DoubleYou | Mar 2, 2026 9:31:33 AM

Sempre più apprezzati da aziende e lavoratori, i flexible benefit permettono di accedere a beni e servizi di qualità con i vantaggi del welfare aziendale.
In questa guida scopriamo cosa sono, come funzionano, i migliori esempi e perché sono una soluzione strategica per imprese e dipendenti. 

Tutto ciò che devi sapere sui flexible benefit:

Che cosa sono i flexible benefit

I flexible benefit sono per definizione servizi o beni messi a disposizione del lavoratore dalla propria azienda con lo scopo di migliorare il suo benessere personale e familiare. Si tratta di una componente aggiuntiva alla normale retribuzione e godono di un regime fiscale particolarmente vantaggioso. 

Il lavoratore può comporre in totale autonomia il suo paniere di servizi, caratteristica che li rende, appunto, estremamente flessibili, permettendo di rispondere ai bisogni di persone con stili di vita diversi (neoassunti, collaboratori senior, genitori, caregiver familiari…) e offrendo un supporto concreto e personalizzabile per la vita di tutti i giorni.

Proprio per questi motivi, tra le diverse iniziative di welfare aziendale, i flexible benefit sono sicuramente tra le più apprezzate e diffuse: infatti, risultano essere una scelta conveniente sia per l’azienda che per i lavoratori, proprio grazie alla loro caratteristica di non essere soggetti a tassazione e obblighi di contribuzione.

Offrire ai propri dipendenti flexible benefit significa offrire loro strumenti e opportunità per bilanciare meglio il delicato equilibrio tra vita professionale e vita privata e, al tempo stesso, si tratta di un’azione strategica in un’ottica di miglioramento dell’attrattività aziendale nei confronti di nuovi talenti e di una migliore gestione del personale, con il conseguente abbassamento del livello di turnover e dell’assenteismo.

Attualmente i flexible benefit sono una soluzione diffusa soprattutto tra le medie e grandi imprese, ma si tratta di un trend in crescita anche per le aziende più piccole, grazie all’apporto di piattaforme digitali in grado di semplificare l’erogazione e la gestione del welfare.

La regolamentazione dei flexible benefit e gli obblighi dell’azienda

La regolamentazione dei flexible benefit è affidata all’art. 51 del TUIR – il Testo Unico delle Imposte sui Redditi. Tra i punti principali, la norma stabilisce che i flexible benefit devono essere messi a disposizione della totalità dei lavoratori o di loro categorie omogenee, il che significa che si tratta di benefici collettivi e non di soluzioni destinate a singoli dipendenti in modo discrezionale.
È importante sapere che, in linea generale, i flexible benefit non possono essere disciplinati all’interno del contratto individuale, ma possono essere erogati come liberalità aziendale, salvo i casi in cui derivino da contrattazione collettiva o accordi aziendali.

In aggiunta, la normativa dà anche la possibilità ai dipendenti di convertire, in tutto o in parte, il proprio premio aziendale – o premio di risultato – in flexible benefit (vedi le condizioni in questo articolo). In questo modo è possibile sfruttare il regime fiscale agevolato anche per l’erogazione dei premi legati a obiettivi aziendali.
Nel caso di conversione del premio di risultato, la normativa prevede un importo massimo convertibile pari a 5.000 euro per i lavoratori con reddito annuo fino a 80.000 euro.

Esempi di flexible benefit

Ogni azienda che deve o desidera offrire ai propri lavoratori dei piani di flexible benefit ha a disposizione una vasta gamma di beni e servizi tra cui scegliere.

Ecco di seguito qualche esempio:
  • Corsi di lingua e di formazione;
  • Biglietti e abbonamenti per teatri e cinema;
  • Buoni acquisto;
  • Abbonamenti a strutture sportive;
  • Borse di studio per i figli;
  • Rimborsi delle spese di istruzione, degli interessi su prestiti e mutui o degli abbonamenti per il trasporto pubblico;
  • Servizi di baby sitting;
  • Abbonamenti ai mezzi pubblici;
  • Ingressi a eventi ricreativi e culturali.

Questi sono solo alcuni esempi di un’offerta molto più ampia che consente di tenere in considerazione le necessità, le inclinazioni e i desideri di ogni collaboratore per erogare flexible benefit che possano essere realmente utili e fare la differenza nel benessere del lavoratore.

Secondo l’Osservatorio Welfare 2025, la composizione complessiva della spesa dei flexible benefit vede prevalere l’area fringe benefit (59%), che rappresentano uno strumento molto utilizzato per sostenere il reddito delle persone e delle famiglie, anche grazie alla loro semplicità di utilizzo, seguita dall’area ricreativa (23%) e dall’istruzione (12%). Previdenza complementare e sanità integrativa rappresentano rispettivamente il 6% e il 3%, mentre in fondo si trovano mobilità (1%) e assistenza familiare (1%).

Come funzionano, in pratica, i flexible benefit?

I flexible benefit funzionano in modo semplice: l’azienda mette a disposizione un budget welfare, e il dipendente può utilizzarlo per scegliere beni e servizi tra quelli previsti dal piano, spesso tramite piattaforme digitali messe a disposizione dai provider welfare. Immaginiamo di lavorare in un’azienda che ogni anno mette a disposizione dei lavoratori un budget di 800 euro in flexible benefit, anziché aggiungere un premio in busta paga.

Accedendo a una piattaforma di welfare aziendale, è possibile vedere l’elenco dei servizi disponibili e decidere come spendere il budget a disposizione in base alle proprie necessità. 

Ad esempio:
300 € per il rimborso delle spese scolastiche dei figli;
200 € per un abbonamento ai trasporti pubblici;
150 € per una polizza sanitaria integrativa;
150 € in buoni acquisto per supermercati o negozi convenzionati.

In questo modo, è il lavoratore a scegliere come utilizzare il suo credito, adattandolo alla sua vita personale e familiare.

L’azienda, dal canto suo, ottiene vantaggi fiscali e contribuisce a migliorare il clima aziendale, perché offre un sistema di welfare più flessibile e vicino alle reali esigenze dei lavoratori.

I flexible benefit possono essere erogati in due modalità principali: direttamente (tramite beni/servizi messi a disposizione) oppure tramite rimborso, a fronte di spese sostenute dal dipendente e rendicontate secondo le regole definite dall’azienda o dalla piattaforma utilizzata.

Differenze tra flexible benefit e fringe benefit

Oltre ai flexible benefit, tra i vantaggi aziendali riconosciuti ai lavoratori rientrano anche i cosiddetti fringe benefit. Ma qual è la principale differenza tra le due tipologie?

Per la precisione:

  • i flexible benefit sono un’erogazione complementare alla retribuzione e comprendono iniziative per il benessere del lavoratore e della sua famiglia (es. servizi per l’istruzione, servizi per l’assistenza ai familiari anziani, abbonamenti per il trasporto pubblico). I servizi rientranti in questa categoria devono essere erogati alla generalità o a categorie omogenee di lavoratori e non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente se rispettano determinate finalità sociali; solo alcune categorie di spesa – come gli importi destinati a previdenza complementare – hanno una soglia massima di esenzione;
  • i fringe benefit sono un’erogazione aggiuntiva alla retribuzione. Possono essere erogati anche ad personam e non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente solo se il valore normale complessivo non supera il limite imposto dalla normativa - per il periodo d'imposta 2025-2027 tale soglia è pari a 1.000€ annui per i lavoratori senza figli a carico e 2.000€ per i lavoratori con figli a carico.

I vantaggi dei flexible benefit

Come è già stato affermato, i flexible benefit garantiscono importanti e numerosi vantaggi sia per il lavoratore che per il datore di lavoro, non solo a livello economico, ma anche a livello di work-life balance e di clima aziendale.

Vantaggi per il dipendente Vantaggi per l'azienda
Aumento della propria capacità di spesa, senza gravare sul proprio reddito. Risparmio fiscale e contributivo.
Possibilità di scegliere tra un vasto numero di servizi effettivamente utili o desiderati. Creazione di un clima aziendale più positivo e collaborativo.
Possibilità di convertire il proprio premio aziendale in servizi di welfare. Miglioramento del ritorno d'immagine esterno dell'azienda.
Miglioramento della qualità della vita e del benessere dei familiari. Dipendenti più produttivi, felici e motivati + conseguente diminuzione del tasso di turnover aziendale.

 

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