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Welfare aziendale e normative nel 2026: l'Art. 51 TUIR

Scritto da DoubleYou | Jun 27, 2022 2:37:00 PM

L’Art. 51 TUIR è la principale fonte normativa del welfare aziendale: scopriamo che cosa indica e quali sono le altre normative dedicate al welfare, aggiornate alle novità del 2026.​

 

La regolamentazione del welfare aziendale nell’Art. 51 TUIR

 Il TUIR è il Testo Unico delle Imposte sui Redditi e all’articolo 51 si occupa di disciplinare la Determinazione del Reddito da Lavoro Dipendente e la concorrenza dei diversi importi alla formazione del reddito da lavoro dipendente, con conseguenti implicazioni in materia di welfare aziendale.

Nello specifico, l’articolo individua l’ampio panel di servizi erogabili ai lavoratori che non concorrono alla formazione del reddito da lavoro dipendente e che sono deducibili dal reddito di impresa, con beneficio fiscale sia a favore delle aziende e sia dei lavoratori.

Tra i servizi erogabili ai beneficiari previsti dalla norma (dipendenti e i loro familiari nei casi previsti), nell’ambito dell’art. 51 TUIR, troviamo quelli che non concorrono a formare reddito da lavoro dipendente.​ Tra i principali:

  • Spese sostenute per l’istruzione, le vacanze studio, i testi scolastici dei figli, per l’assistenza a familiari anziani o per gli abbonamenti a servizi di trasporto pubblico;
  • Servizi per il tempo libero: biglietti per il cinema e il teatro, abbonamenti a palestre e piscine, ingressi alle terme, viaggi, corsi di lingue e attività culturali;
  • Servizi per la salute che comprendono visite specialistiche e check up medici;
  • Buoni acquisto per beni e servizi in natura: spendibili in generi alimentari, carburante e beni di consumo presso punti vendita e brand selezionati, erogati entro il limite di esenzione fiscale previsto dalla normativa vigente per il 2026.

Novità 2026 per i benefit in natura 

Rispetto ai benefit per beni e servizi in natura, la soglia di esenzione prevista dall’art. 51 del TUIR (258,23€) viene modificata dalla Legge di Bilancio, che per il 2026 si conferma come riferimento centrale, con alcune importanti novità:

  • è stato confermato il regime di esenzione agevolata per i beni e servizi in natura (fringe benefit) fino a 1.000 euro annui per i lavoratori senza figli a carico e 2.000 euro per chi ha figli a carico, valido per il triennio 2025‑2027;
  • per i buoni pasto, a partire dal 1° gennaio 2026 è salita a 10 euro al giorno la soglia giornaliera esentasse per i buoni pasto elettronici, a fronte di 8 euro nel 2025, mentre la soglia per i buoni cartacei resta invariata a 4 euro al giorno.

Modalità di erogazione e regole per il 2026

Le modalità di erogazione dei servizi welfare sono confermate: l’erogazione di beni e servizi ai dipendenti, dove non rimborsabile, può essere legittimata da documenti nominali in formato cartaceo o elettronico

Il valore complessivo dei benefit in natura (fringe benefit) deve essere gestito nel rispetto delle soglie di esenzione per il 2026: 

  • entro il limite annuo definito, i beni e servizi in natura sono esenti da tassazione e contribuzione; 
  • superato questo limite, l’intero importo erogato - e non solo la parte eccedente - concorre alla formazione del reddito da lavoro dipendente.

Premio di risultato e conversione in welfare

Dal 2016, le aziende possono scegliere se erogare il premio di risultato in denaro, con tassazione agevolata, oppure se lasciare al beneficiario la scelta di convertirlo in welfare aziendale, con vantaggi per entrambe le parti.

Nel 2026, la Legge di Bilancio ha rafforzato l’agevolazione sul premio in busta paga, stabilendo un’aliquota sostitutiva dell’1% per premi di risultato e partecipazione agli utili entro un limite massimo annuo di 5.000 euro, con reddito complessivo del lavoratore non superiore a 80.000 euro, per i periodi di imposta 2026 e 2027.

Normativa complementare all'Art. 51: Art.12 e Art.100 TUIR

Nel quadro del welfare aziendale, rilevano anche altre norme che affiancano l’art. 51 TUIR.

Art. 12 TUIR: consente la deducibilità delle spese per i familiari indicati dalla norma (coniuge, figli e altri componenti del nucleo familiare nei casi previsti), allargando così la platea di destinatari dei servizi di welfare aziendale rispetto ai soli lavoratori.

L’Art. 51 TUIR comma 3 fissa anche la base per l’esenzione fiscale dei benefit in natura (beni e servizi) ai dipendenti. In questo quadro, il datore trova spazio di deducibilità anche grazie all’art. 100 TUIR, che regola le spese per attività ricreative, culturali e sportive a beneficio di gruppi di lavoratori, destinate alla generalità o a categorie omogenee di dipendenti, con limite al 5 per mille del costo del lavoro, con deducibilità integrale se previste da contratti collettivi o regolamenti aziendali.​

Le altre normative sul welfare aziendale

Il welfare aziendale, oltre a essere regolato dall’art. 51 TUIR, trova una regolamentazione anche in altre normative nazionali, con interventi specifici anche per il 2026. 

La Legge di Stabilità 2016 ha introdotto la possibilità di convertire il premio di risultato in welfare o, in alternativa, di godere di una tassazione agevolata in busta paga del 10%, estendendo il paniere welfare anche a servizi relativi all’educazione e all’istruzione dei figli dei dipendenti, come i rimborsi delle spese scolastiche, il servizio mensa, le navette.

La Legge di Stabilità 2017 ha ampliato ulteriormente le agevolazioni, in particolar modo ha modificato alcune soglie di tassazione imposte per poter fruire dei vantaggi fiscali, consentendo l’accesso alla tassazione agevolata ai redditi fino a 80.000 euro e aumentato l’importo erogabile in welfare da 2.000 a 3.000 euro nella generalità dei casi.

Con la pandemia di COVID-19, i Decreti Ristori hanno ampliato le possibilità di accesso ai fringe benefit, innalzando la soglia di esenzione fiscale per il 2020 da €258,23 a €516,46. La Legge di Bilancio 2021, in continuità con le misure straordinarie introdotte nel 2020, ha confermato la possibilità di erogare fringe benefit con soglia di esenzione di €516,46, estendendola anche per l'anno fiscale 2021, dimostrando un chiaro intento di agevolare le imprese e incentivare piani di welfare flessibili.

Nel 2022, il welfare aziendale ha visto importanti interventi normativi per fronteggiare l’aumento del costo della vita e delle utenze domestiche. Con il Decreto Aiuti-bis, convertito nella Legge n. 142/2022, la soglia di esenzione fiscale per i fringe benefit è stata innalzata da €258,23 a €600, includendo tra i benefit esenti anche i rimborsi per utenze domestiche come luce, acqua e gas. Successivamente, il Decreto Aiuti-quater ha ulteriormente elevato questa soglia a €3.000 per il periodo d’imposta 2022.

Con la Legge di Bilancio 2023, sono state apportate ulteriori modifiche rilevanti. Una delle novità principali è stata l'estensione del beneficio dei fringe benefit a €3.000 per i lavoratori con figli a carico, legata agli aumenti del costo della vita e ai rincari energetici. Questa misura è stata introdotta per agevolare le famiglie nel sostenere spese straordinarie, quali bollette di luce, gas e acqua. Inoltre, è stata rafforzata la possibilità di convertire il premio di risultato in welfare, consolidando il trend delle scelte aziendali orientate alla retribuzione flessibile.

Il Decreto Lavoro 2023 ha confermato ulteriori agevolazioni, specificando che i rimborsi per bollette e utenze domestiche sono completamente esentasse nel contesto di piani di welfare aziendale, con l’obiettivo di fronteggiare l’inflazione e i costi sempre più elevati per le famiglie. Inoltre, il Decreto ha posto l'accento sulla flessibilità, dando maggiore libertà alle imprese nel definire i pacchetti di welfare, permettendo di adattarli alle specifiche esigenze dei lavoratori e all'evoluzione del mercato del lavoro.

Legge di Bilancio 2024: la normativa ha innalzato il tetto di esenzione fiscale per i fringe benefit. A partire dal 2024, i beni e i servizi erogati dalle aziende ai lavoratori sono esenti da imposte fino a 1.000 euro. Questo limite può aumentare fino a 2.000 euro per i dipendenti con figli a carico. Tra le spese che possono rientrare nei benefit esenti non ci sono solo le utenze domestiche (luce, acqua, gas), ma anche le spese per l’affitto o gli interessi sul mutuo della prima casa, anche se intestati a un coniuge o a un altro familiare del lavoratore.

La Legge di Bilancio 2025 introduce importanti novità in materia di welfare aziendale. In particolare, viene prorogata per il triennio 2025-2027 la soglia di esenzione fiscale per i fringe benefit, fissata a €1.000 per i lavoratori dipendenti e a €2.000 per quelli con figli a carico. Inoltre, per incentivare la mobilità geografica, è prevista un'esenzione fiscale fino a €5.000 annui per i primi due anni dall'assunzione per i dipendenti assunti a tempo indeterminato nel 2025 che trasferiscono la residenza oltre 100 km dal precedente domicilio e con un reddito di competenza del 2024 non superiore a €35.000. 

La Legge di Bilancio 2026 conferma il quadro stabile per i fringe benefit, mantenendo il limite di esenzione a 1.000 euro annui (1.000 euro per i dipendenti senza figli a carico e 2.000 euro per chi ha figli a carico) per il resto del triennio 2025‑2027.​
Un'altra delle principali novità per il 2026 rilevanti per il welfare aziendale è la modifica del valore per i buoni pasto: dal 1° gennaio 2026 saliva a 10 euro al giorno la soglia giornaliera esentasse per i buoni pasto elettronici, mentre i buoni cartacei conservano la soglia di 4 euro.​

Queste misure mirano a rafforzare il sostegno ai lavoratori e a promuovere politiche aziendali orientate al benessere del personale. Queste novità rappresentano un passo importante per adattare il welfare aziendale alle nuove esigenze sociali ed economiche, fornendo ai lavoratori ulteriori strumenti per affrontare il costo della vita e migliorare il proprio benessere.

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