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Legge di Bilancio 2026: cosa cambia davvero per il welfare aziendale

Scritto da Maddalena Godano | Jan 12, 2026 4:31:54 PM

La Legge di Bilancio 2026 si inserisce in un percorso ormai consolidato, che punta a rafforzare il ruolo del lavoro stabile, sostenere il potere d’acquisto e costruire un sistema di welfare sempre più integrato, in cui pubblico e privato collaborano in modo complementare.

Non si tratta di una manovra di rottura, ma di una legge che consolida e rende strutturali alcune scelte già avviate negli ultimi anni, in particolare in ambito di benefit, previdenza e benessere delle persone. Ed è proprio in questo quadro di continuità che il welfare aziendale continua a giocare un ruolo centrale.

Indice dei contenuti:

Buoni pasto: più valore netto, più centralità nel welfare quotidiano

La misura più immediatamente rilevante per aziende e lavoratori riguarda i buoni pasto elettronici. A partire dal 2026, la soglia di esenzione fiscale e contributiva sale da 8 a 10 euro al giorno, mentre per i buoni pasto cartacei la soglia resta invariata a 4 euro al giorno.

Non si tratta solo di un adeguamento economico. L’intervento rappresenta un segnale chiaro di come il legislatore riconosca il buono pasto come uno strumento di welfare quotidiano, capace di incidere concretamente sul benessere reale delle persone, soprattutto in un contesto di lavoro sempre più flessibile e ibrido.

Per le aziende, questo cambiamento si traduce in benefici molto concreti:

  • aumento del valore percepito del benefit per i lavoratori
  • sostegno al potere d’acquisto senza impatti sul costo del lavoro
  • maggiore diffusione di soluzioni digitali, più inclusive, tracciabili e coerenti con i nuovi modelli organizzativi

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Fringe benefit: stabilità normativa e spazio alla personalizzazione

La Legge di Bilancio 2026 conferma l’impianto dei fringe benefit, garantendo continuità alle aziende che negli ultimi anni hanno investito in piani di welfare strutturati.

Restano valide le soglie di esenzione fino al 2027:

  • fino a 1.000 euro annui per tutti i lavoratori
  • fino a 2.000 euro annui per chi ha figli fiscalmente a carico

All’interno di questi limiti, beni e servizi non concorrono alla formazione del reddito né alla base contributiva.

Il punto chiave, però, non è solo fiscale. La stabilità normativa consente alle aziende di utilizzare i fringe benefit come una vera leva strategica, costruendo soluzioni personalizzate in grado di rispondere a bisogni sempre più diversificati.

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Previdenza complementare: il wellbeing guarda sempre più al lungo periodo

La manovra 2026 rafforza in modo significativo la previdenza complementare, un pilastro spesso ancora sottoutilizzato nei piani di welfare aziendale.

Il limite di deducibilità dei contributi versati ai fondi pensione sale a 5.300 euro annui, includendo sia i contributi volontari sia quelli derivanti dalla contrattazione collettiva. A questo si affianca il rafforzamento del principio di adeguatezza degli investimenti nelle adesioni automatiche, con percorsi più coerenti rispetto all’età e all’orizzonte temporale dell’aderente.

È un passaggio rilevante perché sposta ulteriormente il welfare aziendale da risposta a bisogni immediati a strumento di sicurezza e pianificazione del futuro

Le altre misure della manovra: perché incidono sul wellbeing

Pur non rientrando direttamente nei piani di welfare aziendale, alcune misure previste dalla Legge di Bilancio 2026 hanno un impatto rilevante sul benessere complessivo delle persone e sul contesto in cui operano le imprese.

In sintesi:

  • IRPEF: riduzione della seconda aliquota dal 35% al 33% per i redditi tra 28.000 e 50.000 euro.

  • Occupazione stabile: esonero contributivo parziale per assunzioni a tempo indeterminato nella ZES del Mezzogiorno, valido per 24 mesi.

  • Occupazione femminile: esonero contributivo fino a 8.000 euro annui per l’assunzione di donne disoccupate da almeno sei mesi con almeno tre figli minorenni; incentivi alla trasformazione in part-time in presenza di carichi familiari.

  • Genitorialità: aumento del bonus per madri lavoratrici con due figli e reddito fino a 40.000 euro, da 40 a 60 euro mensili.

  • Congedi: estensione dei congedi parentali fino ai 14 anni del figlio e ampliamento dei giorni di congedo per malattia.

  • Flessibilità contrattuale: proroga dei contratti a termine per sostituzione fino al primo anno di vita del bambino.

  • ISEE: esclusione della prima casa fino a 91.500 euro, con incremento in caso di più figli.

  • Servizi e caregiver: nuovi fondi per servizi per minori, sport e sostegno ai caregiver familiari.

Nel complesso, queste misure rafforzano il quadro di welfare pubblico e il contesto in cui si inseriscono i piani di welfare aziendale.

Il nostro punto di vista

La Legge di Bilancio 2026 conferma una direzione chiara: il benessere delle persone passa sempre più da un’integrazione tra politiche pubbliche e welfare aziendale. In questo scenario, il ruolo delle imprese evolve: non si tratta più solo di offrire benefit, ma di costruire ecosistemi di wellbeing capaci di rispondere a bisogni reali, quotidiani e di lungo periodo.

Il welfare aziendale diventa così:

  • una leva di competitività
  • uno strumento di engagement
  • un elemento centrale della proposta di valore per le persone

La manovra 2026 non introduce rivoluzioni, ma rafforza un modello: un welfare più strutturato, continuo e vicino alla vita delle persone. Per le aziende, questo è il momento giusto per rileggere il proprio piano di welfare, valorizzarlo e farlo evolvere, trasformandolo da semplice vantaggio fiscale a vero strumento di benessere.

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