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Corporate wellbeing: cosa si intende e come creare piani di wellbeing efficaci in azienda

Scritto da Maddalena Godano | Jan 22, 2026 9:00:01 AM

Negli ultimi anni il wellbeing è entrato con forza nel linguaggio delle imprese. Ma tra parlarne e costruire un piano davvero efficace c’è una differenza sostanziale. Molte aziende hanno compreso perché il wellbeing sia oggi una leva strategica. Molte meno hanno chiaro come creare piani di wellbeing capaci di rispondere davvero ai bisogni delle persone, senza trasformarsi in iniziative frammentate o poco utilizzate. Ed è proprio qui che il corporate wellbeing fa la differenza: nel passaggio dal concetto all’esperienza concreta.

Indice dei contenuti:

Cosa si intende per corporate wellbeing

Quando si parla di corporate wellbeing, si intende un approccio strutturato al benessere delle persone che supera la logica dei benefit isolati e del welfare tradizionale. Il corporate wellbeing mette al centro la persona nella sua interezza — lavoro, vita privata, relazioni, salute fisica e mentale — e riconosce che i bisogni cambiano nel tempo e nelle diverse fasi della vita.

Non si tratta quindi di “offrire servizi”, ma di costruire un ecosistema capace di:

  • ascoltare i bisogni reali,
  • orientare le persone,
  • accompagnarle nelle scelte più adatte alla loro situazione.

In questa prospettiva, il wellbeing non è un catalogo da consultare, ma un percorso da vivere.

Perché oggi i piani di wellbeing non possono essere standard

Il contesto in cui lavoriamo è profondamente cambiato. I confini tra vita privata e lavoro sono sempre più sfumati e le persone si trovano spesso a gestire contemporaneamente più dimensioni di complessità: genitorialità, assistenza a familiari fragili, stress, carico mentale, ricerca di equilibrio. In questo scenario, i piani di wellbeing standardizzati mostrano tutti i loro limiti. Un elenco di servizi, per quanto ampio, non è sufficiente se chi lo utilizza non sa da dove partire o non riesce a riconoscere ciò di cui ha davvero bisogno in quel momento.

È per questo che oggi il valore di un piano di corporate wellbeing non sta nella quantità delle soluzioni offerte, ma nella capacità di guidare le persone, prima ancora di proporre i servizi.

Piani wellbeing: come crearli partendo dai bisogni reali

Per capire come creare piani di wellbeing efficaci, è necessario cambiare prospettiva: non partire dai servizi, ma dalle persone.

Ascoltare prima di progettare

Ogni piano di wellbeing dovrebbe nascere da un’attività di ascolto strutturata: analisi dei bisogni, lettura dei dati, osservazione dei segnali che emergono dalla popolazione aziendale. Non si tratta solo di survey, ma di comprendere le reali difficoltà che le persone affrontano nel quotidiano.

Definire ambiti chiari di intervento

I bisogni non sono infiniti, ma ricorrenti. In genere si concentrano intorno a grandi aree: supporto alla genitorialità, benessere personale e salute mentale, assistenza ai familiari fragili. Un piano efficace rende questi ambiti chiari, leggibili e facilmente riconoscibili dalle persone.

Orientare, prima di offrire

Qui sta il punto chiave. Un piano di corporate wellbeing funziona quando non “sbatte in faccia” i servizi al lavoratore, ma lo aiuta prima di tutto a orientarsi nei propri bisogni. Le persone spesso non sanno esattamente cosa cercare: sanno solo che qualcosa non funziona o che stanno attraversando una fase complessa. Per questo l’orientamento è il vero valore aggiunto del piano.

Dal piano all’esperienza: il ruolo dell’orientamento e della piattaforma

Un piano di wellbeing diventa concreto solo quando è supportato da un’esperienza semplice, guidata e accessibile. Una piattaforma user friendly permette alle persone di partire dal bisogno, non dal servizio, e di essere accompagnate passo dopo passo nella comprensione della propria situazione.

In questo percorso, la presenza di una figura come il Care Manager è fondamentale. Il Care Manager ascolta, aiuta a fare ordine, chiarisce le priorità e accompagna la persona verso le soluzioni più adatte, senza automatismi e senza percorsi standardizzati. È il punto di contatto tra complessità individuale e sistema di servizi.

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Quando un piano di wellbeing è davvero efficace

Un piano di corporate wellbeing può dirsi efficace quando:

  • viene utilizzato nel tempo, non solo lanciato;
  • si adatta ai bisogni che cambiano;
  • è percepito come un supporto reale, non come un’iniziativa calata dall’alto;
  • semplifica le scelte invece di complicarle.

L’efficacia non si misura solo nel numero di servizi disponibili, ma nella capacità dell’azienda di essere presente nel momento giusto, con risposte coerenti e sostenibili.

Corporate wellbeing: dal concetto alla realtà

Costruire piani di wellbeing oggi significa assumersi una responsabilità più ampia: accompagnare le persone nelle fasi più delicate della loro vita lavorativa e personale. Il corporate wellbeing non è una moda né un insieme di iniziative isolate, ma un metodo che parte dall’ascolto, passa dall’orientamento e si traduce in esperienze concrete di benessere. È in questo passaggio — dal servizio al bisogno, dal catalogo alla relazione — che il wellbeing diventa davvero parte della cultura aziendale.

 

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