Anche per i fringe benefit (art. 51 c.3), AIWA chiarisce un punto: serve un circuito chiuso e per costruirlo occorre un processo di convenzionamento, non un semplice blocco tecnico per settore merceologico:
AIWA richiama anche gli altri vincoli tecnici che servono a evitare che la carta di debito diventi uno strumento di pagamento generalizzato:
Circuito privativo e convenzionamento: il credito deve essere accettato in un numero chiuso di esercenti, anche molto ampio, ma non corrispondente a quello composto da tutti gli esercenti che abbiano un POS capace di leggere la carta di pagamento o una cassa abilitata ad accettare pagamenti attraverso wallet virtuale.
Devono potere essere selezionati gli esercenti che svolgono attività d'impresa nei soli settori preventivamente individuati dal datore di lavoro/provider.
Per garantire la limitatezza del circuito, è necessario il convenzionamento tra i provider e i fornitori, anche per il tramite di circuiti o soggetti aggregatori, in modo che questi siano preventivamente noti, così come devono essere noti i beni/servizi da questi forniti.
Deve essere messo a disposizione dei lavoratori l’elenco di esercenti convenzionati (fisico/elettronico, con tutte le ragioni sociali e gli indirizzi o anche virtuale, tramite app e geolocalizzazione) ove poter utilizzare il proprio credito welfare. Nessun servizio può essere erogato presso operatori non compresi in quell’elenco.