Il premio di risultato, a volte noto anche come premio di produttività, rappresenta un elemento cruciale per incentivare i dipendenti e migliorare le performance aziendali. Si tratta di uno strumento che consente alle aziende di collegare una parte della retribuzione al raggiungimento di obiettivi aziendali misurabili e oggettivi, favorendo il coinvolgimento delle persone e una maggiore efficienza organizzativa.
In questa guida ti mostreremo cosa devi sapere riguardo questo strumento, con particolare attenzione alle normative vigenti per il 2026 e ai vantaggi fiscali, soffermandoci in particolare sulla possibilità di convertire il premio di risultato in welfare aziendale, una soluzione che permette di massimizzare il valore del premio sia per il lavoratore che per l’azienda.
Insieme vedremo:
Il premio di risultato è un compenso monetario aggiuntivo che viene erogato ai dipendenti al raggiungimento di obiettivi aziendali incrementali. Questo premio aziendale rappresenta un efficace mezzo di incentivazione per i lavoratori, ricompensando coloro che contribuiscono in maniera significativa al raggiungimento dei risultati prefissati secondo criteri meritocratici.
Il premio produzione risponde alle politiche retributive concordate e può essere differenziato in base al raggiungimento degli obiettivi, miglioramento dei risultati rispetto all’anno precedente, alla redditività, alla qualità del lavoro, all'efficienza o all'innovazione.
È importante sottolineare che i dettagli sulla quantificazione del premio aziendale sono presenti nelle circolari dell'Agenzia delle Entrate, che indicano anche la presenza di un accordo con le organizzazioni sindacali.
Vediamo ora nel dettaglio cosa prevede la normativa.
Le circolari dell'Agenzia delle Entrate, in particolare la 28/E/2016 e la 5/E/2018, spiegano che le aziende hanno la possibilità di incentivare e riconoscere il miglioramento dei lavoratori attraverso premi aziendali come i premi di produttività. Questi premi produttività sono inoltre convertibili in welfare, ovvero in beni e servizi completamente detassati.
La tassazione agevolata è stata introdotta con la Legge di Stabilità 2016 (legge n. 208/2015), che ha previsto un’imposta sostitutiva dell’IRPEF sui premi di risultato inizialmente pari al 10%.
A partire dal 2023, l’aliquota è stata ridotta al 5%, grazie alla Legge di Bilancio 2023 (legge n. 197/2022), successivamente confermata per il 2024.
La Legge di Bilancio 2025 (legge n. 207/2024) ha prorogato l'applicazione dell'aliquota agevolata del 5% per il triennio 2025-2027.
La Legge di Bilancio 2026 ha ulteriormente potenziato l’agevolazione per gli anni 2026 e 2027, prevedendo la riduzione dell’imposta sostitutiva all’1% e l’innalzamento del limite massimo dei premi agevolabili da 3.000 euro a 5.000 euro lordi annui, fino al 2027 compreso.
L’agevolazione è riservata ai lavoratori dipendenti del settore privato con un reddito annuo non superiore a 80.000 euro e si applica ai premi di risultato e alle somme corrisposte a titolo di partecipazione agli utili, nei limiti sopra indicati.
Un requisito fondamentale per accedere alla tassazione ridotta è che i premi siano erogati in forza di contratti collettivi aziendali o territoriali, sottoscritti dalle rappresentanze sindacali aziendali o dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative a livello nazionale.
Come chiarito dall’Agenzia delle Entrate nella Risposta 59/2024, i premi di produttività possono beneficiare dell’imposta sostitutiva solo se:
Hanno diritto alla tassazione agevolata i premi di risultato che:
In assenza del deposito nei termini previsti, non è possibile applicare la tassazione agevolata né procedere alla conversione del premio in welfare aziendale.
Il Decreto Legge n. 50/2017 ha previsto una riduzione dell'aliquota contributiva IVS (invalidità, vecchiaia e superstiti) del 20% per i datori di lavoro sui premi fino a 800 euro, con esenzione totale per i lavoratori, a condizione che ci sia un coinvolgimento paritetico dei lavoratori.
I vantaggi per dipendenti e aziende derivanti dalla conversione del premio produttività in welfare sono molteplici: l'azienda dà la possibilità al lavoratore di scegliere se ricevere il premio tassato oppure ottenere il valore integrale del proprio premio e questo stimola l’impegno delle persone, andando oltre la fiducia e il riconoscimento, promuovendo così la realizzazione di obiettivi e garantendo una gratificazione in termini di benessere.
Quindi, azzerare la tassazione sul premio di produttività è possibile e solo grazie al welfare aziendale, ma come funziona?
L’azienda può offrire ai lavoratori la scelta di conversione del premio di risultato in credito welfare, ottenendo due vantaggi principali:
Per illustrare concretamente il risparmio finanziario, consideriamo un premio di risultato di 1.000 euro:
In poche parole, grazie al welfare aziendale si riesce ad azzerare il cuneo fiscale che in questo caso ammonterebbe a circa 400 euro.
Il credito welfare derivante dalla conversione del premio di risultato può essere utilizzato per numerosi beni e servizi previsti dall’art. 51 del TUIR, tra cui:
La Legge di Bilancio 2025 ha confermato anche per il 2026 le soglie di esenzione dei fringe benefit: fino a 1.000 euro per tutti i dipendenti e fino a 2.000 euro per i dipendenti con figli a carico.
Oggi la produttività del lavoro è sempre più legata al tema del benessere. Per questo motivo, gli incentivi legati alla contribuzione e servizi erogabili a favore dei dipendenti costituiscono una parte essenziale di politiche aziendali orientate a migliorare soddisfazione, efficienza e qualità della vita lavorativa.
Offrire ai lavoratori la possibilità di convertire il premio di produttività in welfare contribuisce ad aumentare la produttività, ridurre il turnover e migliorare l’equilibrio vita-lavoro delle persone.
Il premio di risultato è quindi un tassello fondamentale per il successo aziendale. Comprendere le normative, sfruttare i vantaggi fiscali e offrire flessibilità attraverso il welfare aziendale consente ad aziende e lavoratori di trarre benefici concreti e duraturi.
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Cos’è il premio di risultato?
È una retribuzione variabile legata al raggiungimento di obiettivi aziendali misurabili ed incrementali.
Il premio di risultato è tassato?
Sì, ma può beneficiare della tassazione agevolata all’1% (normativa 2026)oppure essere totalmente detassato se convertito in welfare.
Chi può accedere alla detassazione?
I lavoratori dipendenti del settore privato con reddito fino a 80.000 euro, se il premio è previsto da contrattazione di secondo livello.
Conviene convertire il premio di risultato in welfare?
Nella maggior parte dei casi sì, perché consente di ricevere il 100% del valore del premio senza tasse né contributi.